
Nel tranquillo e ospitale centro collinare che sovrasta l’intera Piana metapontina e il Golfo di Taranto, percorrendo le stradine che si sviluppano a spirale intersecandosi tra loro sino a raggiungere la sommità del colle a 576 metri slm, ci si rende conto della particolarità di Rotondella, da sempre definito “Balcone dello Jonio”, e delle suggestioni che è in grado di sollecitare.
Un borgo antico, urbanisticamente sviluppatosi nel corso dei suoi 500 anni di storia, sospeso tra la frenetica Piana Metapontina (strappata alla malaria negli anni ’50) e le silenziose alture disposte a segnare il confine tra Calabria e Basilicata, anticamera del Parco nazionale del Pollino. Il territorio rotondellese si allunga dalle pendici di Monte Coppola, zona di enorme interesse archeologico, dove diversi studiosi ritengono fosse ubicata la città di Lagaria, fondata secondo la leggenda da Epeo (il costruttore del Cavallo di Troia), sino alle rive dello Jonio, delimitato da un lato dal bianco alveo del fiume Sinni che il Geografo arabo Edrisi, all’alba del secondo Millennio, definì il “Fiume del Silenzio”.
